
Se si effettuano stampaggi su larga scala come rivenditori o commercianti a livello globale, il processo di polimerizzazione non può rappresentare un punto debole. Quando il processo di stampa si ferma, di solito è dovuto a uno dei seguenti problemi: densità energetica insufficiente sul substrato, output spettrale non corrispondente a quello richiesto dal fotoiniziatore, oppure diminuzione dell’output della lampada che riduce la qualità del prodotto finito. Abbiamo progettato le nostre lampade UV certificate CE apposta per risolvere questi problemi, garantendo prestazioni costanti nelle configurazioni da 1000W, 2000W e 3000W.
Ecco cosa è importante dal punto di vista tecnico: si tratta di lampade a vapore di mercurio, progettate per l’uso industriale nella polimerizzazione UV. Offrono un output spettrale stabile, centrato sulle linee spettrali caratteristiche del mercurio, permettendo così una polimerizzazione rapida. L’intensità luminosa è regolata in modo tale da penetrare nelle vernici pigmentate e negli adesivi spessi; inoltre, la geometria del riflettore e i rivestimenti dicroici permettono di concentrare i raggi UV sul substrato.
È necessario scegliere la potenza adeguata in base al tempo di permanenza dei raggi UV sul substrato e alla velocità di stampa. 1000W è ideale per linee di stampa compatte e pellicole sottili. 2000W è sufficiente per l’imballaggio generico. 3000W è adatto per applicazioni con vernici spesse, senza dover ridurre la velocità di stampa.
Nel caso di lavori su larga scala, i vantaggi sono evidenti: larghezza uniforme di polimerizzazione, prestazioni costanti tra le diverse lampade, e tempi di funzionamento elevati. Con un’intensità luminosa prevedibile, è possibile impostare i parametri di polimerizzazione una volta sola e mantenerli costanti anche dopo il cambio delle lampade. Questo riduce i problemi legati a adesivi non completamente polimerizzati, rivestimenti troppo induriti o problemi legati alla lucentezza del prodotto finito. La certificazione CE aiuta a garantire la conformità alle normative per l’esportazione, mentre le interfaccie standardizzate facilitano l’integrazione di queste lampade nei sistemi UV esistenti.
Alcune cose da tenere a mente: assicurarsi che lampada, riflettore, ballast e circuiti associati siano compatibili con la macchina. Una lunghezza dell’arco o una configurazione di avvio non corrette possono alterare l’output spettrale e ridurre la durata di vita della lampada. L’output dipende anche dalla velocità dell’aria e dalla distanza tra la lampada e il substrato: seguete sempre le indicazioni del produttore per mantenere l’intensità luminosa nella giusta fascia.
Se si lavora in un ambiente sensibile all’ozono, è necessario utilizzare tubi di quarzo privi di ozono. Programmate il cambio delle lampade in base alle ore previste per la loro sostituzione, e monitorate l’output con un radiometro. Altrimenti, possono verificarsi problemi che riducono silenziosamente la qualità del prodotto finito, prima ancora che se ne possa accorgere.